QUANTO VALE UN CITTADINO SECONDO L’ISTAT

L’Istat ha calcolato il valore del capitale umano del singolo cittadino italiano. Economicamente le donne valgono la metà degli uomini e quando invecchi rischi di essere «in saldo» 

L’Istituto Nazionale di Statistica ha svolto nei giorni scorsi uno studio un po’ particolare basato sul capitale umano. Che cos’è? Non è altro che l’insieme delle conoscenze, delle competenze, delle abilità e delle emozioni che un singolo individuo acquisisce in funzione di obiettivi sociali ed economici.

Volendo riassumere il concetto in poche parole? È il nostro valore economico.
Ebbene, volete sapere quanto vale in media un singolo cittadino italiano? 342 mila euro.

Lo studio
Lo studio realizzato dall’ISTAT rientra nell’ambito dell’analisi che l’istituto ha svolto in seguito alla partecipazione al Consorzio internazionale creato per dar vita al Progetto Human Capital dell’Ocse, volto a sviluppare conti del capitale umano fondati sul metod Jorgenson-Fraumeni. Del Consorzio fanno parte, oltre all’Italia, Eurostat, Ufficio Internazionale del lavoro e altre 16 Nazioni.

Lo scopo, come riferito dall’ISTAT, è appunto quello di dare delle informazioni sul valore monetario di ogni capitale umano visto, insieme a quello fisico e naturale, come una risorsa economica per ogni Paese.

I calcoli
Parlando in termini non tecnici l’analisi svolta dall’ISTAT attribuisce un valore economico ad ogni individuo basandosi sul alcune formule finanziarie e attuariali.
I calcoli tengono in considerazione diverse variabili:

  • il valore del reddito da lavoro nel ciclo di vita degli individui;
  • le differenze di retribuzione che possono manifestarsi all’interno dello stesso ciclo di vita;
  • l’istruzione;
  • i modelli differenziali di partecipazione alla forza lavoro e della mortalità.

Queste variabili sono ovviamente influenzate da fattori esterni quali demografia, mercato del lavoro e sistema educativo.

I risultati
Combinando variabili e fattori l’ISTAT ha calcolato che il valore del capitale di un singolo cittadino italiano è pari in media a 342 mila euro.

Il suddetto valore presenta però delle differenze in base al sesso e all’età di ogni italiano. Scopriamo così che le donne valgono molto meno degli uomini, 231 mila euro a fronte di 453 mila, e che i giovani valgono di più degli anziani (tra i 55 e i 64 anni). Insomma se avete meno di 35 anni valete 556 mila euro. Se avete superato i 35 il vostro valore è sceso a 293 mila euro. Dopo i 55 anni invece si arriva a 46 mila euro per ogni singolo lavoratore italiano.

Ultima cosa da sottolineare: lo studio sostiene che nel momento in cui nasciamo, ci viene già attribuito un debito pari a 35 mila euro. Praticamente gli italiani nascono indebitati a causa dell’enorme debito pubblico che grava sulla Nazione. Quest’ultimo calcolo infatti si ottiene dividendo l’ammontare del debito pubblico nazionale per il numero di abitanti.

Lo scopo
Il fine di questo studio non è monetizzare la vita umana, bensì comprendere la capacità dei cittadini di generare reddito in virtù del loro inserimento in attività di market e in attività di non market ( produzione di beni e servizi che non ricevono pagamenti). Tutto ciò, secondo il Consorzio potrebbe mettere un tassello in più nella conoscenza delle risorse economiche di un Paese.

Da evidenziare però che lo studio però si basa su dati raccolti tra il 1998 e il 2008, momento in cui l’Italia non aveva ancora sperimentato le conseguenze dell’attuale crisi economica e anzi cresceva grazie all’aumento dell’occupazione e dell’istruzione.

Di seguito ecco uno schema che vi mostra in breve i risultati conseguiti dallo studio:

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