PHOENIX | Progetto e Immaginazione

Questo spazio virtuale ha la sola e unica funzione di rendere evidenti spunti e strumenti per coltivare Autonomia nel suo senso più profondo e consistente. Ai sognatori convinti che percepiscono che questa realtà ha del fittizio e può essere ri-disegnata, a coloro che riescono a scorgere oltre queste apparenze e a tutti coloro di buona volontà, la proposta principale è quella di riuscire a scrollarci di dosso le ceneri del mondo deviato attuale ed innalzarci ad un immaginario di Nuovo Mondo fatto di individui consapevoli ed autonomi.

Prima di fare qualunque passo in funzione di una proposta di progetto sarebbe utile iniziare a prendere in considerazione le funzioni e le interpretazioni che abbiamo della realtà che ci circonda. Come interpretiamo il mondo e quanta consapevolezza abbiamo di questa realtà.
 
Siamo nati ed abbiamo assorbito alcuni concetti e dogmi che oggi ci danno l’illusione di poter fare delle scelte ma di fatto siamo burattini che vengono mossi da “fili”, fili che ci incatenano alle nostre abitudini cristallizzate nel nostro pensiero attuale, per semplificare questo concetto occorre porre delle domande:
Qual’è la nostra concezione di cibo? Di cosa si dovrebbe nutrire un’essere umano?
Di quanto spazio ha bisogno un’individuo? Quali sono le dinamiche legate al territorio? C’è bisogno di leggi per regolamentare l’utilizzo degli spazi?
A cosa servono milioni di persone se poi la crescita è individuale? Come mai alcuni rapporti tra individui si traducono in coppie o in nuclei familiari? Qual’è l’utilità della riproduzione?
Le risposte a questi quesiti potrebbero essere tradotte con le vecchie concezioni che ci hanno passato inconsapevolmente i nostri familiari, successivamente i nostri maestri e insegnanti fino alla maturazione deviata dell’intero mondo professionale, lavorativo e politico, questo ha creato inevitabilmente degli automi utili agli scopi del mondo in cui siamo nati, i “fili” che ci fanno agire in maniera istintiva e deviata, li abbiamo costruiti come umanità e sono strettamente legati alle nostre abitudini, le quali rispondono alle domande che ci poniamo necessariamente, queste domande a loro volta sono legate a dei bisogni collegati alla sopravvivenza e, anziché attendere di maturarle cerchiamo risposte che il mercato sapientemente chiama “offerta” e che è sempre pronto a soddisfare. Il neonato piange ed ottiene latte del seno della madre (o peggio in polvere), piange e il suo pannolino sporco gli viene cambiato, piange e viene coccolato ecc. siamo ancora quei bambini, sostituiamo “piangere” con pagare ed ottieni lo stesso risultato. Il denaro dovrebbe essere un sistema di misura e non un piagnisteo di pretese ed una gabbia di ambizioni! Uno degli scopi del nostro percorso di crescita è la Saggezza in forte corrispondenza con l’Intelligenza, per coltivarle occorre Forza, e per “Forza” si intende qualcosa che va riscoperta ed ha molto a che fare col Talento.
Il Talento spesso viene sminuito e malamente utilizzato come suffisso, il talento artistico, il talento musicale ecc., l’etimologia di questa parola potrebbe venirci in aiuto:
E’ semplicemente stravolgente, pesare, misurare, sollevare, sopportare hanno poco a che vedere con ambiti specifici e specializzazioni, e hanno molto a che vedere con le oscillazioni mentali ed emotive. Per poter stabilire una misura di queste oscillazioni e quindi entrare in gestione abbiamo bisogno inizialmente di oscillare, di schierarci da una parte (positivo) e dall’altra (negativo) ed una volta conosciuti gli estremi possiamo avere la misura ed ottenere, a seconda dell’utilità che riteniamo valida, il nostro “punto di equilibrio”.
 
Questo spesso non accade perché ci hanno indirizzati ad essere automi e quindi rispondiamo a degli istinti che neanche conosciamo, non controlliamo e che spesso vengono stabiliti e sfruttati da ciò che riconosciamo come autorità, ritroviamo questa figura o dinamica sin dall’inizio della nostra esistenza su questa Terra, a vari livelli, tra i familiari, poi tra i nostri insegnanti, poi tra gli amici, poi nei rapporti con l’altro sesso, tra le guide spirituali, nell’organizzazione sanitaria, il capo o i superiori nell’ambito lavorativo, nell’intrattenimento, i politici e i governanti di turno. Alla base dell’autorità c’è la delega, ancora quel bambino che delega alla tetta della madre il suo bisogno di nutrimento, il fatto è che un neonato è giustificato dalla sua momentanea impotenza fisica, noi adulti dovremmo aver maturato qualcos’altro o perlomeno iniziato a seminare un minimo di Autonomia che ora va coltivata ed accudita.
 
Abbiamo a disposizione libri e scritture che spaziano dalla Filosofia all’Arte, il mito e la scienza si incontrano nell’Alchimia che può velocizzare gli eventi naturali attraversando comunque tutti i processi che la natura richiede, possiamo comprendere l’universo umano, scomporre l’individuo e ricomporlo più pulito ed armonico attraverso le scoperte della Scienza Moderna, possiamo rieducarci e reindirizzarci autonomamente, rammentando sempre che l’informazione fine a se stessa è sterile e va valorizzata da azioni concrete su noi stessi in maniera evidente ed esemplare.
 
Le risorse e gli spazi possono essere ridisegnati attraverso tecniche di disegno del territorio in sistemi a ciclo chiuso, come insegna la Permacultura, restituendo all’ambiente la salubrità che richiede e la prosperità che lo caratterizza. Rivalutando le funzioni e i meccanismi della natura spesso mal interpretati da una biologia sterile e rigidamente dogmatica e quindi non più depredare in maniera spudorata questo pianeta ma viverne in simbiosi i processi vitali che gli appartengono.
 
Possiamo orientarci all’interno delle regole e non più lasciarle alla mercè dell’interpretazione giuridica, cercare di comprendere il significato reale della Sovranità individuale, e liberarci di questo senso di impotenza che nutriamo dinanzi ai governi che si succedono e con Onore riuscire a discernere tra il gioco di questo “monopoli” (che alcuni chiamerebbero matrix) e la Vita che va tutelata in tutto e per tutto e ci sono tutti gli strumenti necessari in continuo aggiornamento che vanno approfonditi, sostenuti ed utilizzati. Attenzione non si tratta di uscire da matrix ma di comprenderne l’utilizzo ed iniziare a decidere quando sia consono utilizzare il sistema e i suoi strumenti e quando fare tutt’altro a vari gradi di Libertà.
 
Quando si parla di studio inevitabilmente si accosta la parola scuola, e per potersi immaginare una Nuova Scuola è essenziale ripulirci dell’idea che ci siamo fatti di scuola, i ruoli, le strutture e gli strumenti vanno ripuliti in toto, bisogna reintrodurre, attraverso l’intervento di più menti, la condivisione del Sapere ed esperire l’Insegnamento e l’esposizione di ciò che si è appreso, assorbirlo e farlo proprio con la concretezza di un laboratorio e non con le infinite parole teoriche di un’aula, è prigionia intellettuale quella, poter decidere di ascoltare e di intervenire quando lo si ritiene necessario tenendo sempre d’occhio l’argomento in discussione e la pratica in atto, agire con Presenza.
Non vi è alcun bisogno di guide impositrici o padroni in un immaginario o in un progetto ma vi è la necessità di stimoli e la capacità di saperli proporre nonché la possibilità di poterli sperimentare e viverli in un periodo transitorio, se maturiamo la consapevolezza di questa transizione maturando l’adattabilità e conquistando la giusta resilienza tanto paventata, potremmo facilmente riuscire a sperimentare la Rinuncia Volontaria evitando così di cristallizzare nuove abitudini e nuovi assunti. Un vero e proprio Lavoro: Phoenix | Universal Job.