Il parassita è un gigante ma sei tu a nutrirlo!

Hai mai pensato di ottimizzare il carico fiscale, di risparmiare all’osso sulle tasse che cercano di ingoiare ogni tuo sforzo giornaliero, di arginare la mano invisibile che alla fine dell’anno ti ha preso una grossa percentuale dei tuoi guadagni?

E’ geniale quanto diabolico, ma in pochi pare accorgersi che ogni mattina che ti svegli per andare a lavorare, per dare il tuo contributo alla società, per assicurare la sopravvivenza del tuo nucleo, per coltivare i tuoi talenti, per il tuo svago, allo stesso tempo qualcuno si sveglia per tenerti appeso ad un filo attraverso il denaro.

Te lo dico in un altro modo, tu vai a lavorare e i soldi con cui misuri il tuo lavoro sono di proprietà di un privato. Questo privato non fa nient’altro che scrivere delle cifre sui suoi database mentre tu ti sbatti giustamente e giornalmente per guadagnare quelle cifre. Ma la domanda dovrebbe emergere spontanea: che razza di lavoro è scrivere cifre su un cazzo di database?! Ma soprattutto perché dobbiamo mantenerli noi fino ad impoverirci?

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Più tu ti alzi per lavorare e più questi privati guadagnano.
Che si fa, si smette di lavorare?
Il problema non è chi lavora ma chi fa finta di farlo e come un parassita ciuccia le tue risorse, le mie risorse, le nostre risorse che produciamo giornalmente, e lo fa attraverso il controllo del denaro e la tassazione. Da una parte ti affitta il tuo denaro e dall’altra te lo toglie, tassandoti e privandoti dei tuoi beni, con la scusa del debito (l’affitto).
Che si fa, si smette di pagare le tasse?
In un sistema dove il denaro lo crei a seconda delle necessità della comunità (strade, ospedali, scuole, parchi ecc.) le tasse hanno una funzione di equilibrio, ma nella nostra realtà non è così, le tasse e altri trucchetti finanziari servono a mantenere in piedi questo giochetto diabolico, di nullafacenti incravattati e lustrati con pochi riflettori addosso.
Bisogna fare azioni individuali e concrete, siamo noi che mettiamo le gocce di benzina che alimentano questo carburatore infernale, e molti di noi non hanno molte gocce a disposizione e arrancano per arrivare dignitosamente a fine mese.
Mamme in carriera, figli orfanizzati, padri svalutati, anziani assenti e giovani distratti, non è forse uno spaccato delle lamentele quotidiane che ridondano alle nostre orecchie?

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E come mai siamo in pochi a saperlo? Facile, basta semplicemente creare delle classi, chi ha più cifre sale di classe: ricchi e sempre meno-ricchi. Meno-ricchi ci sono e più i poveri vogliono diventare ricchi – più i poveri vogliono diventare ricchi e meno tempo hanno per pensare che questa ruota del criceto sia una grandissima baggianata! Così se i tanti poveri sono impegnati a diventare ricchi o a sopravvivere sono sotto controllo dei loro stessi desideri e i ricchi sono l’esempio da seguire, quindi: pendolari, immigrati, italiani all’estero, l’estero che si compra la penisola ecc. tutti impegnati a non guardare il gigante che alimentiamo tutti i giorni.

La realtà è che in un mondo naturale la ricchezza è ben distribuita, nel design del territorio si dice che ogni giardino è un raccolto, un principio che ci insegna a trovare da sempre le risorse necessarie anche in quello che in apparenza è un deserto: la resilienza.

Non è il classico pensiero GREEN come di solito viene impacchettata questo tipo di informazione, ma si tratta di comprendere che al di là della misura, come il denaro, c’è la capacità di adattarsi e di arginare questi moderni estremi di avidità e controllo. Come umanità lo abbiamo sempre fatto e lo faremo ancora, toccando il fondo sempre in maniera differente ma rialzandoci con sempre più consapevolezza.

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In questo periodo storico i politici, gli economisti, gli intellettuali, gli scienziati ecc. sempre più parlano di diritti, diritti umani, di leggi, ma parlare o ascoltare parole non cambia lo stato delle cose, certo è importante ascoltare ed interloquire, ma agire e interagire fa la differenza.

In parole semplici se vuoi cambiare lo stato delle cose prima ascolti, ti informi, poi però metti in pratica, tangibile, e con reale concretezza, rispondi per le rime, legalmente a queste richieste assurde e senza nessun fondamento – più togli risorse e le utilizzi, per le tue necessità, dei tuoi cari, per la tua stessa dignità e per le persone che ti circondano e più l’altra parte si ridimensiona, si rimpicciolisce e ritorna a fare il parassita a dimensioni ridotte e con la sua funzione naturale.
Il gigante è una zecca, una piccola pulce che si accontenta di qualche goccia di sangue e si avvia all’estinzione!
Salutalo con dignità ed agisci in prevenzione!